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Namárië

Aggiunto da Heru MorgothNamárië, chiamato anche "Lamento di Galadriel", è il più lungo poema elfico presente nella trilogia del Signore degli Anelli. Il titolo significa "Addio"; probabilmente Sir Tolkien si è ispirato al sanscrito "Namaste".
Il poema è in tre diverse versioni; la prima è scritta in Tengwar ed'è il solo esempio di un testo Quenya in lingua elfica (tutti gli altri sono riproduzioni dei lettori). Il secondo ed il terzo invece sono assai simili, e differiscono solo dal fatto che il secondo è scritto in versione prosa mentre il terzo, quello presente nel Signore degli Anelli, è in versione poetica; dunque fra i due cambia solo l'ordine di parole.
Una più antica versione di Namárië è pubblicata in TI:284-285, e di questa solo il primo rigo è rimasto immutato:
"Ai! laurie lantar lassi súrinen / inyalemíne rámar aldaron / inyali ettulielle turme márien / anduniesse la míruvórion / Varda telúmen falmar kírien / laurealassion ómar mailinon. / Elentári Vardan Oiolossëan / Tintallen máli ortelúmenen / arkandavá-le qantamalle túlier / e falmalillon morne sindanórie / no mírinoite kallasilya Valimar.".
Poema
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NAMÁRIË
Ai! laurië lantar lassi súrinen,
Ah! come oro cadono le foglie al vento,
yéni únótimë ve rámar aldaron!
lunghi anni innumerevoli come le ali degli alberi!
Yéni ve lintë yuldar avánier
I lunghi anni sono passati come rapidi sorsi
mi oromardi lissë-miruvóreva
del dolce idromele in alti saloni
Andúnë pella, Vardo tellumar
oltre l'Occidente, sotto le azzurre volte di Varda
nu luini yassen tintilar i eleni
ove le stelle tremolano
ómaryo airetári-lírinen.
alla voce del suo canto, voce sacra di regina.
Sí man i yulma nin enquantuva?
Chi riempirà ora per me la coppa?
An sí Tintallë Varda Oiolossëo
Per ora la Vampa, Varda, la Regina delle stelle,
ve fanyar máryat Elentári ortanë
dal Monte Semprebianco ha sollevato le sue mani come nuvole
ar ilyë tier undulávë lumbulë
ed ogni sentiero è immerso nella profonda oscurità;
ar sindanóriello caita mornië
e fuori dalla grigia campagna l'ombra si distende
i falmalinnar imbë met,
sulle onde spumeggianti poste fra di noi,
ar hísië untúpa Calaciryo míri oialë.
e la bruma ricopre i gioielli di Calacirya per sempre.
Sí vanwa ná, Rómello vanwa, Valimar!
Ed ora perso, perso per chi è in Oriente è Valimar!
Namárië! Nai hiruvalyë Valimar!
Addio! Forse un giorno troverai Valimar!
Nai elyë hiruva! Namárië!
Pure tu forse un giorno lo troverai! Addio!